Comune di Arcidosso

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I Comuni del versante ovest del Monte Amiata

I COMUNI

CASTEL DEL PIANO

Veduta Castel del Piano

altezza m.632 slm
Antichissimo comune posto sulle pendici occidentali del Monte Amiata,ha origini riferibili al periodo paleocristiano, al neolitico ed alla civiltà appenninica. Fu uno dei castelli di proprietà degli Aldobrandeschi ed in seguito passo alla repubblica di Siena. Nel 1557, caduta la repubblica senese, entrò a far parte dei domini del Granduca Cosimo dei Medici. Nel 1860 venne annesso al Regno di Sardegna ed in seguito aderì alla repubblica. Le risorse economiche della popolazione provengono come in passato dallo sfruttamento dei boschi e dai prodotti della terra. Operano nel comune molte attività artigianali che producono mobili, caminetti, alimentari.

CASTELL'AZZARA

Veduta Castell'Azzara

altezza m.820 slm
Si estende in una zona montuosa tra le valli dei fiumi Fiora e Paglia. Nel medioevo il feudo appartenne alla famiglia Baschi che nel 1475 fecero atti sottomissione al comune di Siena. Estinta la dinastia gran parte dei beni furono ereditati dai nobili senesi Del Ciaia. Nel corso degli anni passò sotto il dominio degli Aldobrandeschi di Siena e degli Orsini. Durante il periodo della resistenza fu testro di attivita partigiane. Nel referendumo del 1946 i votanti si pronunciarono a favore della Repubblica. Centro agricolo e frequentata località di villeggiatura.

ROCCALBEGNA

Veduta Roccalbegna

altezza m.522 slm
E' situata nell'alta valle del fiume Albegna, in una zona di media montagna posta sul versante meridionale del Monte Labro. Centro agricolo di aspetto medievale, fu proprietà degli Aldobrandeschi e verso la fine del duecento venne assegnata al ramo dei conti di Santa Fiora. Passata di proprietà alla repubblica di Siena, alla sua caduta, fu assegnata in feudo da Cosimo I° dei Medici al cardinale Antonio Sforza ed ai discendenti della famiglia Sforza Cesarini di Santa Fiora. Nel 1646 passò alla famiglia Bichi-Ruspoli fino al 1751 quando furono aboliti tutti i feudi granducali.Nel 1860 passò al regno di Saradegna e successivamente alla Repubblica. Le risorse locali sono prevalentemente agricole ed artigianali.

SANTA FIORA

Veduta Santa Fiora

altezza m.687 slm
Santa Fiora è il più austero e il più integro dei borghi antichi dell'Amiata. Arroccato su una rupe di trachite che domina la sorgente del Fiora (le acque si raccolgono in una suggestiva peschiera), l'abitato ha una storia in parte diversa da quella degli altri borghi amiatini. Al contrario di molti di questi- e diversamente da quanto sostenuto da alcuni autori- non fu soggetta all'Abbazia del SS. Salvatore, ma divenne presto il più importante possedimento degli Aldobrandeschi ai piedi dell'Amiata, resistendo ai numerosi tentativi di conquista da parte dei Senesi. Nel 1439 passò agli Sforza, per poi passare sotto il controllo di Firenze nel 1633. La rupe, le acque, le chiese, le case, il panorama che si apre verso la Maremma e il Monte Labbro sono i tasselli di un quadro che vale la pena di assaporare con calma.

SEGGIANO

Veduta Seggiano

altezza m.491 slm
Immerso in un paesaggio ameno costellato di olivi secolari, sorge sulla valle del torrente Vivo. Attestato per la prima volta nel 903, inizialmente Seggiano era solo un insediamento appartenente all'Abbazia di San Salvatore; agli inizi del Duecento si era formata tuttavia una comunità autonoma sulla quale, verso la metà del secolo, vantava diritti anche l'abbazia di Sant'Antimo: alle giurisdizioni abbaziali si sovrappose presto il dominio senese con l'istituzione nel 1265 di ufficiali di nomina cittadina, l'acquisizione del Cassero e il rafforzamento delle strutture difensive. La sua importanza decrebbe con la conquista senese di Arcidosso (1331), ma alcune famiglie senesi come i Salimbeni e gli Ugurgeri continuarono a mantenere la loro influenza su queste zone.
Qui, nel 1783, Pietro Leopoldo di Lorena ammirò "bellissime coltivazioni di viti e oliveti superbissimi" dodici anni dopo Giorgio Santi annotò che "la collina è guarnita di belli oliveti che nutrono olivi di vecchiezza e grandezza straordinaria". Ed è tra gli olivi ( della tipica varietà dell'olivastra seggianese) che appare, quando ci si avvicina a Seggiano, il Santuario della Madonna della Carità, uno tra i monumenti religiosi più inconsueti e interessanti dell'Amiata. Si tratta dell'unico complesso del Senese di architettura tardocinquecentesca legato al gusto del manierismo mitteleuropeo. Fu costruito dopo una carestia di conseguenze devastanti, era stato già iniziato nel 1588, il completamento risale probabilmente al 1603. L'esterno, con una complessa e ricchissima facciata e una cupola in mattoni a quattro spicchi è particolarmente suggestivo.

SEMPRONIANO

Veduta Semproniano

altezza m.601 slm
Semproniano è situato nella estrema regione sud occidentale dell'Amiata, la "porta" del vulcano per chi viene da Saturnia. Il borgo, stretto intorno a pochi resti della Rocca Aldobrandesca, merita una tranquilla e piacevole passeggiata per le ripide vie in buona parte a gradinata. Nominata per la prima volta nell'anno 849, la Rocca di Semproniano viene ricordata in un atto di divisione fra gli Aldobrandeschi nel 1216.
Di nuovo se ne parla nel 1274 nell'atto che definì la separazione del patrimonio aldobrandesco tra il ramo di Santa Fiora e di Sovana-Pitigliano.Nel 1297 una parte del castello venne attribuita al conte Guglielmo di Santa Fiora. Siena espugnò la Rocca nel 1410, nel 1536 fu invece conquistata dagli Spagnoli. Nel 1676 la Rocca appariva rovinata e cadente, tanto da non apparire nel Catasto Toscano, se non come "sodivo" della Comunità di Roccalbegna. Le mura perimetrali sono in filaretto: scoprono a tratti un riempimento a sacco di pietrame e materiale argilloso. Del severo castello restano pochi spezzoni di mura, cui si affaccia la chiesa romanica della Santa Croce. Più in basso vi sono l'Oratorio di San Rocco e la Pieve dei Santi Vincenzo e Anastasio, che conserva varie tele del Seicento e un'interessante acquasantiera a forma di mano.