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Montelaterone

Pieve

Pieve di Santa Maria a Lamula
(foto di C. Crociani)

Sorge su una cresta arenaria tra le valli dei torrenti Ente e Zancona. Vi si arriva lungo la strada che da Arcidosso conduce a Grosseto. Lo sviluppo di Montelaterone è legato all’insediamento intorno alla Pieve di Lamula, principale centro spirituale e amministrativo della zona al tempo in cui il territorio era possedimento dell’Abbazia dei monaci benedettini. Fin dal sec. IX Montelaterone risulta possedimento dei monaci, confermato anche dall’imperatore Berengario I con diploma del dicembre 915, quando affidò il governo del monastero di S. Salvatore al marchese Guido. Anche l’imperatore Corrado II, nel 1027 e di nuovo nel 1036, confermò all’abate del monastero la corte con la Pieve di S. Maria in Lamula, il castello di Montelaterone e le sue appendici. Il castello è uno dei primi documentati nell’Amiata (1004) e uno dei primi a passare sotto il dominio senese nel 1205, quando i capofamiglia giurarono fedeltà a Siena. In cima al borgo, in cui sono rimaste la porta Sanese e la Porta di Mezzo, ci sono i resti del Cassero, a pianta esagonale, costruito intorno al 1260. Nel territorio di Montelaterone si trova il convento di San Processo, eretto nel 1280 e soppresso nel 1782.