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Il Sindaco Jacopo Marini risponde a Pinto

Caro Beppe, ti ringrazio per la lettera che mi hai scritto perché mi dà modo di riprendere un argomento da te trattato, ovvero la situazione economica e produttiva dell’Amiata. Io non prenoterò una intera pagina di giornale, quindi mi perdonerai se tratterò questi temi in modo sintetico. Sono fermamente convinto che il lavoro lo creano imprenditori lungimiranti e coraggiosi e nell’Amiata fortunatamente ce ne sono. Ed è vero, come tu dici, che per fare impresa servono le infrastrutture adeguate e un territorio come il nostro, come tutti i territori montani, è in questo senso oggettivamente svantaggiato. Sappiamo quanto sarebbe importante per esempio migliorare la viabilità che porta sull’Amiata e la recente decisione della provincia di Grosseto di revocare il finanziamento del tratto dell’Aiole lo abbiamo trovato dannoso per l’intera economia amiatina e faremo di tutto per non perderlo definitivamente. Inoltre un territorio montano, già penalizzato perché lontano dalle principali vie di comunicazione, lo è ancora di più perché spesso privo di quelle aree pianeggianti idonee per esempio ad ospitare insediamenti produttivi. Pensa solo che – mancando un’area pianeggiante nel capoluogo – per realizzare l’area degli impianti sportivi negli anni 70 è stato tombato un fosso, il Grillese, che oggi ci dà grandi preoccupazioni e che è uno degli interventi che abbiamo in animo di fare prossimamente per contenere al massimo il rischio idrogeologico in quell’area. Pensa a dove negli anni 80 è stata edificata la zona artigianale di Arcidosso, in un’area priva di comode vie d’accesso e che forse sarebbe potuta essere una delle più belle aree residenziali del paese. Pensa all’errore urbanistico del Residence Lo Scoiattolo o a quello più recente del parcheggio di via di Circonvallazione. Credo che non ci possiamo permettere più errori di questo tipo, il nostro territorio non lo potrebbe sopportare. Mi imputi di credere che il bello sia più importante dell’utile. Dostoevskij, uno scrittore che mi ha cambiato la vita, sosteneva che la bellezza avrebbe salvato il mondo. Ma quale idea di bello? Per me bellezza è armonia. Per esempio il paesaggio toscano che ci invidiano in tutto il mondo, riesce a tenere insieme in un giusto equilibrio il segno della presenza dell’uomo, della sua vita e del suo lavoro e valori più squisitamente naturalistici e ambientali: credo che ciò rappresenti perfettamente questa idea. Non sono un integralista, ma fare una struttura grande come un campo di calcio in prossimità di uno dei monumenti più importanti del territorio amiatino, uno dei più belli esempi di romanico in Toscana, credo non rispetti questo difficile equilibrio. Parli anche di senso di appartenenza che ha spinto i tuoi a rimanere sull’Amiata. Il senso di appartenenza non è solo impegnarsi per lo sviluppo economico di un territorio ma è anche difenderlo dalle ferite che troppo spesso negli ultimi anni gli sono state inferte. E le conseguenze più evidenti di questa politica miope sono in questi giorni sotto gli occhi di tutti, quando vediamo le immagini dei disastri ambientali causati spesso e volentieri da politiche urbanistiche scellerate. Quando ci siamo casualmente incontrati il 19 ottobre nel pieno della festa della castagna, molto velocemente mi hai accennato della possibilità che la società Cento potesse lasciare Arcidosso. Fino a quel momento avevo avuto almeno 4 incontri nel mio ufficio con la signora Manigrasso e col signor Contri, mi sarei aspettato che fossero venuti loro a comunicarmi questa decisione ufficialmente, visto inoltre le tante energie che abbiamo dedicato a questa questione, mettendo da subito mano ad una lacuna del nostro strumento urbanistico di cui non eravamo responsabili. Non mi sembra questo un argomento che si può trattare di “sfuggita” nei pressi di una cantina, in una giornata caotica come quella. In ogni modo a me sta a cuore il destino dell’azienda e dei lavoratori – il cui posto comunque non è a rischio così come ha garantito il signor Contri in una recente intervista. Ti assicuro pertanto che continueremo a lavorare nella ricerca del bene comune con l’obiettivo di armonizzare sviluppo economico e tutela ambientale. Spero di potervi incontrare quanto prima per fare il punto della situazione.

Cordialmente.

Jacopo Marini