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Intervista sull’osservatorio ambientale al Sindaco Jacopo Marini

Quell’osservatorio s’ha da fare. “L’osservatorio ambientale lo facciamo di certo. L’ho promesso in campagna elettorale. Poteva essere di tutti i comuni, ma sarà solo nostro. Abbiamo perso l’occasione per promuovere tutti insieme una cosa utile per tutto il comprensorio”. Il sindaco Jacopo Marini è deciso e nonostante sia stato lasciato solo dalla maggioranza del consiglio dell’Unione, non demorde e spiega cosa è successo nella seduta di giovedì: “Per monitorare l’impatto geotermico sull’Amiata, dice, ci sarebbero potuti essere due osservatori. Uno, quello sanitario, già in programma da tempo, di competenza di Ars e Arpat, che funzionerà dai primi del 2015. Ed uno “ambientale”, di supporto agli amministratori locali. Un’idea del mio programma elettorale e che, però, credo, avrebbe avuto una ricaduta positiva per tutto il territorio, fornendo ulteriori elementi di garanzia ai nostri cittadini sulla serietà del percorso che abbiamo intrapreso e contribuendo a mantenere alta l’attenzione su un tema così complesso. La mozione arrivava dal consigliere di minoranza Carlo Cologgi, fusionista di Seggiano, che riportando una parte del mio programma elettorale invocava l’istituzione dell’osservatorio ambientale”. In effetti, giovedì pomeriggio, di fronte alla mozione Cologgi, ognuno è andato al voto in modo autonomo. La mozione è stata sostenuta solo da Marini, e non veniva sostenuta nemmeno da tutta la minoranza compatta. “Dispiace, afferma Jacopo Marini, che questa idea non sia stata fatta propria da tutta l’Unione. Dunque la istituirò solo per Arcidosso”. L’idea di una commissione-osservatorio delle attività geotermiche viene da anni di riflessione e scontri e era stata varata dal precedente sindaco di Arcidosso Emilio Landi che aveva messo a bilancio per istituirla 20.000 euro, ricevendo l’assenso e il sostegno anche dell’ex sindaco di Santa Fiora Renzo Verdi. “Non capisco, afferma Marini, perché non si sia voluta accettare questa misura che avrebbe portato all’intero territorio una tutela ancora maggiore. I soldi ci sono e li mette Arcidosso. La mia idea aveva un taglio comprensoriale, ma se non si è capito, vuol dire che qui nel mio comune funzionerà per sé. Arcidosso istituirà una commissione consiliare ambientale da cui escano i nomi di tecnici che dovranno essere d’ausilio all’amministrazione sulla geotermia, leggere dati e interpretarli. I politici non sono tecnici e dunque vi saranno 5-6 persone che supporteranno gli amministratori. Saranno persone super partes, osservatori terzi e neutrali. In questa ottica pensavo che sarebbe stato interessante uscire dai confini comunali e sposare una visione comprensoriale. L’Unione si fa così, credo. Va specificato che la commissione ambientale è altra cosa rispetto all’osservatorio sanitario la cui sede sarà a Santa Fiora e dunque non c’è alcun doppione”. Infatti i due osservatori sono cose diverse. L’Osservatorio sanitario è quello per cui la Regione ha impegnato già 800.000 euro in tre anni, che fra pochi giorni sarà varato dalla giunta su proposta degli assessori regionali Bramerini e Marroni e che dovrà indagare, operando materialmente con analisi a campione, le ragioni della mortalità maschile in eccesso in Amiata. L’Ars ha già scartato il legame fra geotermia e eccesso di mortalità, ma lo ha fatto con ricerche di tipo documentario descrittivo. Adesso opererà direttamente su campioni di abitanti e farà prelievi di sangue, urine e capelli. L’Osservatorio ambientale, invece, si propone di dare supporto tecnico agli amministratori: “Sono due cose diverse, incalza Marini. La prima, già prevista nel protocollo della geotermia del 2007 . L’osservatorio ambientale serve ad altro. Solo due esempi. Se si deve mettere un piezometro, quale sindaco è in grado di indicare dove? Chi dei sindaci è in grado di dare una lettura scientifica sistematica e qualificata sui risultati dei monitoraggi? L’osservatorio di esperti può aiutare gli amministratori. Uno strumento in più, insomma.” E comunque è innegabile che Marini ci sia rimasto male: “ Io le politiche comprensoriali le ho sempre fatte, perché ci credo. Le ho fatte per esempio quando Castel del Piano e Cinigiano a tutela del paesaggio hanno detto no alla geotermia a media entalpia e Arcidosso c’era. Le ho fatte quando Castell’Azzara e Semproniano hanno rivendicato maggiore equità nella distribuzione delle compensazioni ambientali. Anche qui Arcidosso c’era. E’ strano che adesso la comprensorialità non valga soprattutto per uno strumento come questo che può offrire ulteriori importanti garanzie a tutti i cittadini dell’Amiata”.
Fiora Bonelli